Dal 1986 al Servizio della sicurezza in Montagna

logo sast falterona 20°La costituzione di una Stazione del Soccorso Alpino che operasse sul territorio appenninico tosco romagnolo risale al gennaio del 1986: fu una necessità scaturita dalla lunga serie di emergenze che accadevano sempre più frequentemente in questo territorio a indurre la XVII Delegazione Apuana del Corpo Nazionale Soccorso Alpino Speleologico a inserire nel proprio organico un primo nucleo di valligiani esperti di montagna e conoscitori del territorio che già da un decennio – in caso di emergenza – operavano in collaborazione degli uomini del Corpo Forestale dello Stato.

Sei uomini in tutto, tre sul versante Toscano, tre sul versante Romagnolo, formarono la neonata squadra che in omaggio alla zona territoriale sulla quale si trovavano ad operare fu denominata “Casentinese”.

I primi anni di attività non furono certo facili: pochi i mezzi a disposizione, una reputazione e una fiducia da tutta da costruire nei confronti dei residenti della montagna, una considerazione abbastanza tiepida da parte delle Istituzioni. Ma tutti i dubbi iniziali si sono trasformati negli anni in stima profonda e in senso di sicurezza, grazie all’alta professionalità e la capacità di organizzazione dimostrata dai volontari della Squadra Casentinese: la concretezza tecnica, la capacità di operare in qualsiasi condizione, la disponibilità ad entrare in azione anche nelle situazioni più difficoltose, hanno fatto diventare quell’esiguo nucleo di volontari una realtà determinante sul territorio.

Con l’avvento della regionalizzazione del servizio di soccorso in montagna, la Squadra Casentinese, forte negli anni ‘90 di una quindicina di elementi, fu suddivisa in due Stazioni, ognuna destinata ad operare sul proprio versante del tratto appenninico: una Romagnola denominata “Monte Falco”, e una Toscana, denominata “Monte Falterona”.

Quest’ultima ha ampliato nel corso degli anni la propria competenza su tutto il territorio montano che va dalla Valle del Bisenzio alla Val Tiberina, comprendendo un’area vastissima – che comprende l’alta Valle dell’Arno, il Mugello, il Casentino – che si estende sulle provincie di Prato, Firenze e Arezzo. Competenza che assolve in collaborazione stretta con le Centrali Operative del 118, con la Protezione Civile delle tre provincie interessate, con le Stazioni dei Carabinieri e del Corpo Forestale, con le Comunità Montane e gli altri Enti Locali.

Quanta strada dal ’86: la Stazione Monte Falterona può contare oggi su 34 volontari, tre automezzi fuoristrada, una motoslitta, una discreta quantità di materiale tecnico dislocato in quattro magazzini distribuiti nel Mugello, nel Casentino, in Valdarno, nel Pratese. E non si tratta solo di evoluzione sul piano quantitativo, anche sul piano della qualità, grazie alle innovazioni tecnologiche e al continuo aggiornamento tecnico cui si sottopongono i volontari, è cresciuto a dismisura anche lo standard qualitativo del servizio fornito. Citiamo solo un dato che riteniamo assuma assoluto rilievo: nell’ultimo anno di attività la Stazione Monte Falterona ha effettuato 46 interventi di soccorso sul proprio territorio di competenza, diversi dei quali di elevata difficoltà tecnica o logistico-organizzativa.

Se tutto è profondamente cambiato nel servizio offerto dal Soccorso Alpino sul nostro territorio montano, è rimasto certo immutato lo spirito solidaristico e volontaristico che era stato il tratto caratteristico dei “pionieri” e che continua ancor oggi a dare enorme motivazione personale ai singoli volontari e spinta vitale per l’intera Stazione.

La specifica capacità di operare con gli elicotteri del Servizio Sanitario Regionale e del Servizio Antincendio, i ponti radio installati che permettono di comunicare in tutte le parti del territorio montano, rafforzano la presenza del Corpo Nazionale Soccorso Alpino Speleologico sui due crinali della nostra montagna: sono circa 60 gli uomini schierati dal SAST e dal SAER per far fronte alle sempre più frequenti richieste che provengono da un’utenza che pratica la montagna in modo sempre più massiccio ma certamente non sempre adeguatamente preparato ad affrontarla.